26 Gennaio 2025 da Rispirazioni.it
La meditazione è un salto dentro noi stessi. Né in avanti, né indietro, dove la mente è abituata a spingersi o rifugiarsi. Quasi una caduta creata da alcune condizioni. Nello Yoga ci offriamo alla partecipazione della creazione. È un mettersi a disposizione. È un inciampare durante la fretta dell’esistere lungo binari spesso predefiniti, che ci sorprende e scuote. È un tuffo in una condizione inaspettata, dove la mente, priva di sostegni o argomenti noti alla propria esperienza, ci rivela, paradossalmente, la sorpresa del reale. L’esperienza del presente. Dell’ iconico «Qui ed ora». Tutt’altro che un retorico «Cogli l’attimo» per lo più inteso come «approfittane». Un presente infinito.
Salto in dentro, quindi. Cacofonico? Un po’ ma rende l’idea.
Non siamo abituati a lasciarci cadere laddove nulla è controllabile o previsto. Ci piace mettere le cornici alle cose, individuarle e identificarci in esse. Quasi un esistere nella rassicurazione del già vissuto, sotto la guida di un sé consolidato nell’abitudine. Una corsa all’attaccamento. Quando questa tregua da noi stessi, in noi stessi, si manifesta, l’esterno interrompe il suo ripetitivo gradevole/sgradevole impatto. Si scioglie il confine fra ciò che disturba e ciò che si desidera. Si neutralizza. Cambia la dimensione delle possibilità che trovano nuove infinite direzioni. Involucro contenuto e contorno svaniscono. Allora lì, dicono i grandi Maestri, inizia chi siamo davvero. Un processo trasformativo che, consolidandosi, diviene irreversibile. (... continua su Rispirazioni.it)

