24 Febbraio 2025 da Rispirazioni.it
«Chiunque non abbia mai visto morire un uomo, soffre di un grave caso di verginità». Questo afferma il personaggio Jimmy Porter in un famosissimo monologo del dramma Ricorda con rabbia di John Osborne, riferendosi all’esperienza della perdita del padre. Il mio primo approccio a un testo, alla Scuola di teatro. 21 anni. La morte era per me un argomento impossibile da affrontare. A vent’anni, per molti, incluso me, la morte ha lo stesso valore di una banconota da 15 euro. Un’ ipotesi senza consistenza. Un’ inutile faccenda. Un argomento glissato mille volte. Eppure mi veniva richiesto di toccare proprio quella sensazione. La perdita definitiva.
Attorialmente cercai di simulare qualcosa andando a ripescare la sofferenza in un’altra perdita possibile per me. Ricordo che questo strappo riuscii ad attingerlo nel ricordo della fine di una relazione d’amore, a quell’età un vero e proprio lutto. Non avevo altre memorie in cui raccogliere uno straccio di vera sofferenza. Ero quasi un uomo, e non avevo ancora sofferto. O almeno mi sembrava; poi scoprii che navigavo nel disagio esistenziale da anni, e che ne fuggivo alterandolo in ogni modo, come molta gioventù di allora, ora a cavallo tra i boomer e la Generazione X.
Il teatro mi aveva accolto con ciò da cui fuggivo. Mi ricordava di stare nelle cose. Mi risvegliava l’esigenza di assumere una posizione di ascolto, più che di rumorosa ricerca di una soluzione nel già visto. È naturale, tutti fuggiamo dalla sofferenza, senza accorgerci che, non accettandola, in questo modo ne produciamo altra. Tutti fuggiamo dalla morte. Dvesa e Abhinvesa, si chiamano queste due afflizioni nello yoga. Da piccoli difficilmente ci insegnano ad attraversare il sentiero obbligato della contrarietà (il diverso dà notoriamente fastidio), ci dicono «non ti proccupare, va tutto a gonfie vele» e non «se accade questo disagio o difficoltà, è necessario che sia così. Prova a non rifiutare, ma ad abbracciare quello che credi nemico, e vedi dove ti porta». (... continua su Rispirazioni.it)

