2 Giugno 2025 da Rispirazioni.it
È così strano parlare di silenzio, scrivere parole per provare a descrivere la maestosità e il potere della loro assenza. Per qualcuno il silenzio è una passeggiata in campagna. Per altri una buona lettura o l’assenza dei vicini del piano di sopra. Un cielo limpido, la luna sul mare. Uno spazio senza rumori. Ricercato, agognato. Per altri è fonte di disagio, di tristezza, qualcosa di non gradito. Alcuni lasciano il chiasso cittadino per dirigersi verso luoghi il più possibile ammantati di quiete, appunto, silenziosa. Altri amano il via vai cittadino al punto tale da non riuscire nemmeno a prender sonno se si trovano a trascorrere la notte in un luogo isolato, privo di impulsi sonori, anche fosse soltanto il grido lontano di un antifurto o lo sbuffo di un autobus che riparte dopo la sua fermata. C’è chi lo ama e chi ne rifugge la presenza.
Ma non è questo il silenzio di cui parlo. Non qualcosa che non accade fuori, bensì qualcosa che ci abita come un inquilino sconosciuto. Il silenzio interiore. Nel tempo ho imparato ad amarlo. Non è stato sempre così. Ci vuole accoglienza, apertura, curiosità e gratitudine per lasciar affiorare qualcosa in cui non è segnato alcun disegno conosciuto di noi stessi a noi stessi. Ho scoperto che nel silenzio non c’è rischio di perdersi, come in cielo o in mare la strada non è segnata, non puoi “sbagliare”. Dove non c’è solco, c’è creatività e, ripartendo da una visione più ampia, appare la possibilità di tracciare una nuova rotta mai seguita. La nostra. (... continua su Rispirazioni.it)

